ROMA – Un farmaco disegnato dall’intelligenza artificiale, sviluppato per curare una grave malattia polmonare, potrebbe avere un effetto collaterale inatteso: rallentare l’invecchiamento biologico. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato lunedì su Nature Biotechnology, firmato dall’azienda Insilico Medicine.
Il farmaco si chiama rentosertib e la sua struttura molecolare è stata generata tramite intelligenza artificiale. Era già stato oggetto, lo scorso anno, di una sperimentazione clinica sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una malattia cronica – talvolta paragonata a “l’Alzheimer dei polmoni” – che provoca l’ispessimento e la cicatrizzazione del tessuto polmonare, riducendo progressivamente la capacità di ossigenazione del sangue e potendo condurre alla morte nel giro di pochi anni. In quello studio il farmaco aveva mostrato di migliorare significativamente la capacità polmonare dei pazienti.I nuovi dati, ricavati dalla stessa sperimentazione, riguardano invece l’invecchiamento. Sui 43 pazienti coinvolti sono stati applicati sei diversi “orologi dell’invecchiamento” – sistemi di intelligenza artificiale che stimano l’età biologica di una persona analizzando il funzionamento di cellule, tessuti e organi. Dopo 12 settimane di trattamento, tutti e sei gli orologi hanno registrato una riduzione dell’età biologica prevista.Restano tuttavia diverse cautele. Il farmaco non è mai stato testato su persone sane, e la sperimentazione – condotta solo su pazienti IPF – potrebbe aver misurato un effetto specifico di quella patologia, non generalizzabile. Il campione, inoltre, è ridotto, e la comunità scientifica è divisa sull’affidabilità degli orologi biologici come strumento di misurazione. Per ottenere l’approvazione regolatoria anche solo per l’uso terapeutico originario, il farmaco potrebbe richiedere ancora anni.Vadim Gladyshev, docente ad Harvard Medical School e tra gli sviluppatori di uno degli orologi utilizzati nello studio, ha definito al New York Times la ricerca la prima a dimostrare in modo chiaro che l’età biologica prevista può essere ridotta, pur riconoscendone i limiti legati alle dimensioni del campione. Più cauto il cardiologo Eric Topol, secondo cui il farmaco appare promettente ma manca ancora uno studio definitivo. Evelyne Bischof, dell’Università di Tel Aviv, ha invece indicato la metodologia impiegata da Insilico come un possibile modello per le future ricerche sulla longevità.Insilico Medicine, fondata nel 2014 dal matematico e biotecnologo Alex Zhavoronkov, è tra le aziende pioniere nell’uso delle reti neurali per la scoperta di farmaci. Il suo approccio si basa su due sistemi distinti: uno che analizza cartelle cliniche, esami del sangue e letteratura scientifica per identificare le proteine coinvolte in una malattia, l’altro che genera molecole nuove capaci di legarsi a quelle proteine e neutralizzarle. “È come scansionare una serratura e generare una chiave che si adatti ad essa”, ha spiegato Zhavoronkov.
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