DRAGHI A PUTIN: BASTA SPARGIMENTO DI SANGUE
Il governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina, definendolo ingiustificato e ingiustificabile. Il premier Mario Draghi, al termine del Consiglio dei ministri di questa mattina, è intervenuto davanti alle telecamere per chiedere al presidente Putin di mettere fine immediatamente allo spargimento di sangue e di ritirare le sue forze al di fuori dei confini dell’Ucraina, in modo incondizionato. Draghi ha anche annunciato che la riunione del G7 deciderà un pacchetto di sanzioni molto dure nei confronti della Russia. L’Italia, ha aggiunto il premier, condivide la posizione degli alleati di voler cercare una soluzione pacifica alla crisi, ma l’esperienza di questi giorni mostra che le azioni del governo russo rendono, di fatto, questo dialogo impossibile. Domani Draghi è atteso prima alla Camera e poi al Senato dove terrà un’informativa sul conflitto.
UCRAINA, DRAGHI RIFERISCE IN PARLAMENTO
Il governo riferira’ nell’Aula della Camera con un’informativa urgente del presidente Draghi. Martedi’ prossimo ci saranno invece le comunicazioni dello stesso Presidente del Consiglio dei ministri, seguite da un voto delle risoluzioni che impegneranno l’esecutivo. “Quello della Russia ai danni dell’Ucraina e’ un attacco inaccettabile e ingiustificato che condanniamo con fermezza. Siamo al fianco del popolo ucraino”, ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico. Polemica tra Pd e Lega sulle passate posizioni filo-Putin di Matteo Salvini, il leader leghista esprime la condanna della violenza ma non tira in ballo il presidente russo. Il Pd insorge e gli chiede col segretario Enrico Letta di evitare ogni ambiguita’.
LE RICADUTE DELLA GUERRA: GAS E PETROLIO ALLE STELLE
Costo del gas a livelli record, petrolio oltre quota cento dollari, rublo ai minimi. E poi vola il prezzo dell’alluminio e dell’oro. Sono le prime ricadute sui mercati internazionali dell’invasione russa in Ucraina. Le prime contrattazioni a Mosca hanno visto uno schianto del 30%, una caduta che si è ridotta grazie a un intervento della Banca centrale della Russia. E’ un giovedì nero ovunque, male le piazze finanziarie europee e asiatiche. Ma la crisi è destinata a riflettersi anche sull’economia reale: le fiammate inflazionistiche sui beni energetici condizioneranno ancora le bollette, con famiglie e imprese costrette ad affrontare nuovi aumenti.
VESCOVI EUROPEI: FERMARE LA GUERRA
Da Firenze, dove si sta svolgendo l’incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, monsignor Grusas, arcivescovo di Vilnius e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, rivolge un accorato appello per la pace in Ucraina. I vescovi europei chiedono alla Comunità internazionale di non lasciare intentata nessuna via per fermare il conflitto che si è aperto dopo l’invasione della Russia. La Conferenza episcopale d’Europa si unisce all’invito di Papa Francesco che chiede preghiera e digiuno per la pace e auspicano che la “regina della pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.

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L’articolo Tg Politico Parlamentare, edizione del 24 febbraio 2022 proviene da Ragionieri e previdenza.

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