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‘Stop pulizia etnica’: l’appello degli operatori della cooperazione per Gaza

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ROMA – “Noi operatrici e operatori della solidarietà e della cooperazione internazionale, che a diverso titolo professionale o volontario prestiamo o abbiamo prestato servizio presso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (oggi MAECI), presso l’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nelle altre Istituzioni pubbliche, nelle organizzazioni della società civile, nelle imprese o come liberi professionisti, che dedichiamo o abbiamo dedicato la vita alla solidarietà e alla cooperazione internazionale, a sostegno delle popolazioni svantaggiate e in difficoltà, per la piena realizzazione dei diritti umani fondamentali, la promozione della pace e della giustizia, e lo sviluppo umano e sostenibile, uniamo la nostra voce alla lettera aperta dei diplomatici italiani non più in servizio del 27 luglio 2025. Siamo sensibili alle parole del Presidente della Repubblica alla cerimonia del Ventaglio del 30 luglio, e condividiamo l’appello di un numero crescente di persone e collettività che si esprimono, troppo spesso nel silenzio mediatico, esigendo un’azione risoluta del Governo per la immediata cessazione della pulizia etnica in atto a Gaza e delle violazioni dei diritti civili e umani dei palestinesi in Cisgiordania”. Con questa lettera indirizzata al presidente del Consiglio, gli operatori e le operatrici della solidarietà e della cooperazione internazionale hanno lanciato su Change.org la petizione ‘STOP pulizia etnica a Gaza. Operatori di cooperazione alla Presidente del Consiglio Meloni’, che ha superato le 2.000 firme.

“Condanniamo l’atroce raid del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas- chiariscono- così come ogni forma di antisemitismo e di violenza contro civili e auspichiamo il rilascio immediato degli ostaggi israeliani da parte di Hamas e la contemporanea liberazione dei prigionieri palestinesi da parte di Israele.Condanniamo altresì fermamente le criminali operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, l’occupazione illegale del territorio e le violenze dei coloni in Cisgiordania, che colpiscono principalmente civili inermi, in violazione di ogni legalità internazionale e del diritto umanitario, con un’efferatezza oltre ogni limite di umanità”.

“Sentiamo nostro dovere umano, civile e professionale- continua la petizione- adoperarci per fermare questa crisi umanitaria senza precedenti che colpisce più di due milioni di persone e per chi riuscirà a sopravvivere, implicherà danni fisici, mentali e morali irreparabili, e conseguenze sanitarie, sociali, economiche e ambientali che perdureranno per generazioni”.

“Nell’auspicio che si attivino con ogni mezzo per la cessazione immediata delle ostilità contro Gaza e la Cisgiordania, il rilascio di tutti gli ostaggi e la liberazione dei prigionieri palestinesi, il ripristino dell’integrità territoriale della Cisgiordania e lo stop a nuovi insediamenti in Cisgiordania ed il graduale rientro, con un calendario certo, dei coloni in Israele, chiediamo al Governo e al Parlamento italiani e, per vostro tramite, alle competenti istituzioni europee: la sospensione di ogni accordo con lo Stato di Israele, istituzionale, commerciale e di cooperazione, riconducibile direttamente o indirettamente al settore militare e della difesa; la sospensione dell’accordo di associazione UE- Israele; il sostegno al ruolo internazionale e operativo delle Nazioni Unite e delle sue agenzie, e a Gaza e in Cisgiordania dell’UNRWA nel suo mandato di supporto ai palestinesi, assicurando anche l’ingresso senza limiti degli aiuti umanitari; il massimo sostegno alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, per il ripristino della dignità umana, l’immediata risposta ai bisogni primari e la ricostruzione; l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina, unendoci agli altri 140 paesi che già lo hanno fatto e coloro che hanno annunciato di farlo prossimamente”, conclude la petizione.
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