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Peppe Barra il teatro musicale di Napoli

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Un percorso che dalle villanelle e dal repertorio barocco conduce fino ai classici moderni del repertorio di Peppe Barra, che sarà sul palco del F.I.M.E, nel Chiostro di San Francesco domani alle ore 21,15, per offrire, con lo spettacolo “Napoli, l’anima e il suono”, un’esperienza teatrale, emotiva e profondamente contemporanea, attraverso arrangiamenti moderni e la collaborazione con la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, la contaminazione diventa linguaggio: strumenti classici e sonorità contemporanee si intrecciano, restituendo nuova linfa a materiali antichiNel pomeriggio doppia presentazione di libri nel Cortile di Palazzo Ducale

Riflettori accesi, per due giornate, alla XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, sulla tradizione musicale e teatrale partenopea, appuntamenti di un cartellone di larga visione firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi.

Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci.

La nona giornata del Festival inizierà, come d’abitudine, alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale, con una doppia presentazione di volumi, a cominciare da “Il fotografo dei sogni dipinti a mano” di Roberta Placida, in libreria per le edizioni Daimon, con l’autrice in dialogo con Alessandra Prospero e Federico Del Monaco moderati da Roberta Maiolini.

Erich è un ragazzo come tanti, intrappolato tra aspettative familiari, amicizie superficiali e un futuro già scritto da altri. Ma qualcosa dentro di lui reclama spazio: un’inquietudine silenziosa, un bisogno di autenticità che non riesce ancora a nominare. Quando, sfogliando un libro d’arte, si ritrova misteriosamente catapultato dentro celebri dipinti, la sua vita cambia.

Un romanzo di formazione delicato e potente, in cui l’arte diventa rifugio e rivelazione, e dove crescere significa imparare ad amare, scegliere e, soprattutto, diventare se stessi. A seguire la presentazione del libro “Domande alla cieca” un libro ironico e sincero scritto da G-M, una giovane studentessa della Marsica, che raccoglie e smonta con sarcasmo i luoghi comuni, i pregiudizi e le curiosità più assurde sulla disabilità visiva.

In serata, dalle villanelle antiche ai grandi classici della tradizione napoletana. Più che una semplice antologia di canti popolari, questo concerto sarà un viaggio nella memoria viva di Napoli, un percorso che dalle villanelle e dal repertorio barocco conduce fino ai classici moderni del repertorio di Peppe Barra (nella foto con Angelo Valori), che sarà sul palco del F.I.M.E, nel Chiostro di San Francesco domani alle ore 21,15, per offrire, con lo spettacolo “Napoli, l’anima e il suono”, un’esperienza teatrale, emotiva e profondamente contemporanea, attraverso arrangiamenti moderni e la collaborazione con la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, la contaminazione diventa linguaggio: strumenti classici e sonorità contemporanee si intrecciano, restituendo nuova linfa a materiali antichi.

Mescolando sacro e profano, ironia e malinconia, ricerca storica e gusto contemporaneo, il concerto restituisce un percorso che dal Quattrocento arriva alle composizioni novecentesche, procedendo tra titoli insieme raffinati e popolari attraverso la sensibilità scenica e la lunga esperienza di Peppe Barra, fino alla world music, toccando tutti i generi del repertorio di Barra.

La scaletta è stata infatti scelta insieme a Valori pensando alla valorizzazione orchestrale dei brani. In questo gioco che fa della contaminazione tra antico e moderno un linguaggio, c’è spazio anche per le antiche «villanelle», composizioni nate nel Quattrocento, spesso a tema amoroso, che parodiavano i madrigali colti in dialetto napoletano.

Tra queste c’è «Vulumbrella» che inaugurerà lo spettacolo, un’antica canzone ischitana sul tema del tempo che fugge, riscoperta e portata al successo dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare di cui Peppe Barra è stato protagonista. In equilibrio tra seduzione scenica ed evocazione storica, il programma del concerto proseguirà toccando anche Renato Carosone e Fabrizio De André.

Tra i cavalli di battaglia di una lunga carriera che ha sempre tenuto insieme vita famigliare e vita artistica, ascolteremo anche “Profumi e balocchi», il tango lento composto negli anni Venti che racconta di una mamma amorale e di un bimbo trascurato. Non mancherà “La vecchia scorticata”, celebre fiaba tratta da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.

Il racconto narra di due sorelle anziane e di un re che si innamora di una di esse senza vederla, dando il via a una storia tragicomica e grottesca sulla vanità. Peppe Barra trasforma il testo in una affabulazione esilarante e profonda, unendo la tradizione napoletana a un ritmo recitativo unico.

Musica mediterranea e musica “seria” italiana, che trovano a Napoli un porto di scambi e permanenze, hanno fornito al Maestro Valori, la materia “prima” del suo lavoro di ricerca. La melodia, il ritmo e la danza sono l’essenza di tutto ciò: la melodia come cantabilità tematica, la figurazione ritmica ostinata, che si rinnova nell’incastro come possibilità di spostamento, crea nuovi punti di riferimento ritmico-melodici; la danza come condizione interna iniziale e allo stesso tempo finale, chiude il cerchio del loro sentire.

L’ armonia come sintesi aperta dei temi segue le variabili tonali della melodia, che si muove sull’intreccio degli strumenti, dai quali discendono i dialoghi interiori delle proprie voci, in cui tutti dialogano tra di loro sulla base di sensibilità e competenze condivise. Musica per l’assoluto piacere di farlo, dialogando con quel linguaggio dell’azzardo e della sfida, che è l’essenza dell’arte tutta.

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