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Morto Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi di Tenuta di Fiorano

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Milano, 2 dic. (askanews) – Il principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi si è spento a Roma a 53 anni a causa di una malattia che lo aveva colpito nei mesi scorsi. La notizia è stata confermata dal Giornale Diplomatico, che ne ha ricordato il ruolo di ministro Consigliere dell’Ambasciata del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Santa Sede e la lunga attività nell’ambito istituzionale e culturale. Il decesso, avvenuto tra 1 e 2 dicembre, segna la scomparsa di una figura che negli ultimi venticinque anni aveva assunto un ruolo di riferimento nella gestione della Tenuta di Fiorano, alle porte di Roma.

Situata lungo l’Appia Antica, tra i terreni dell’Agro Romano e l’area dell’aeroporto di Ciampino, la proprietà è rimasta per decenni un punto di riferimento del vino laziale grazie all’opera di Alberico Boncompagni Ludovisi, che tra gli anni Quaranta e Cinquanta impiantò vigneti di Cabernet Sauvignon, Merlot, Malvasia di Candia e Semillon, costruendo un modello produttivo fondato sulla selezione meticolosa delle uve e sulla riconoscibilità del territorio.

Negli anni successivi molti vigneti vennero espiantati fino quasi a scomparire, ma tra il 1999 e il 2004 Alessandrojacopo, allora poco più che ventenne, ha avviato un percorso di ripiantumazione assieme al padre, scegliendo nuovi cloni e reimpostando la gestione agronomica in regime biologico. Con questa scelta la Tenuta ha ripreso una linea produttiva autonoma, definita dalla presenza di una superficie vitata limitata ma altamente selezionata, all’interno di una proprietà agricola che si estende per circa 200 ettari complessivi fra prati, seminativi, uliveti e pascoli.

Sotto la sua guida sono tornati a essere prodotti il “Fiorano Rosso”, a base di Cabernet Sauvignon e Merlot, e il “Fiorano Bianco”, ottenuto da Grechetto e Viognier, affiancati dalle versioni più giovani “Fioranello Rosso” e “Fioranello Bianco”. Le produzioni sono sempre state contenute, in coerenza con le scelte di vigneto e con l’impostazione originaria della Tenuta, che privilegia rese basse e un numero limitato di bottiglie.

Foto: Tenuta di Fiorano

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