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LIVE | Israele: “Colpito il sito nucleare di Taleghan. Espanderemo le operazioni in Libano”

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In aggiornamento

ROMA – Una vasta esplosione starebbe stata registrata nel sito nucleare iraniano di Fordow, nel nordest del Paese. A riferirlo per il momento è l’emittente pubblica Kan, facendo riferimento a un report dell’Arabia Saudita. L’esercito israeliano invece riferisce che sarebbe stato colpito il sito di Parchin-Taleghan, non lontano da Teheran. Secondo le autorità di Tel Aviv, l’Iran vi avrebbe condotto ricerche ed esperimenti per sviluppare il proprio programma di armamento nucleare. Sul canale Telegram l’esercito aggiunge che gli attacchi condotti ai siti nella precedente guerra di giugno, durata dodici giorni, hanno “significamente” compromesso l’avanzamento di tale programma. Dalle autorità iraniane al momento non ci sono riscontri.

TEHERAN: “SE COLPITE ISOLE NEL GOLFO, VIA OGNI FRENO”

Se Stati Uniti e Israele colpiranno le sue isole nel Golfo, l’Iran “abbandonerà ogni freno”: lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un post su X. Ghalibaf non ha specificato se ci siano isole “più sensibili” di altre ma potrebbe trattarsi di quella di Kharg, polo petrolifero italiano. Di questa località ha scritto l’agenzia statunitense Axios citando fonti informate secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando un raid proprio su Kharg.

Al tredicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, ancora non si intravedono segnali di de-escalation. Tra le zone più calde, lo Stretto di Hormuz: l’Iran ha rivendicato di aver colpito una nave nel Golfo, la Safesea Vishnu, nave di proprietà statunitense e battente bandiera delle Isole Marshall. L’incidente è avvenuto nelle acque prospicenti la città di Bassora, in Iraq, e secondo i Guardiani della rivoluzione, l’attacco avvenuto alle prime ore del mattino poiché l’equipaggio avrebbe “ignorato i suoi avvertimenti”.

Come riferisce Aljazeera citando l’ambasciata indiana a Baghdad, un cittadino indiano membro dell’equipaggio ha perso la vita e altri 15 sono stati portati in salvo in sicurezza. Dopo l’attacco, l’Iraq ha chiuso il terminale petrolifero di Bassora così come gli altri impianti nel Paese.

Stamani, le autorità della Thailandia hanno convocato l’ambasciatore iraniano in seguito all’attacco di ieri contro una nave cargo battente bandiera thailandese, colpita mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. Tre membri dell’equipaggio risultano dispersi. Secondo Teheran, come nel caso della Safesea Vishnu, il capitano non avrebbe “ascoltato i loro ordini”. Gli attacchi alle navi seguono le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha “diffidato Teheran” dal colpire le navi in transito lungo lo Stretto di Hormuz, nevralgico per il commercio mondiale di gas e greggio. Teheran ha replicato esigendo che è necessario “chiedere il permesso” per attraversare lo Stretto, mentre resta in vigore il divieto per le navi cargo statunitensi e israeliane.

L’Iran continua anche a subire attacchi delle forze israelo-statunitensi a Teheran ma anche Isfahan, Kashan, Ahvaz e Saqqez. A sua volta, Teheran ha rivendicato “un’ondata di droni” contro Israele dall’alba di oggi, che la contraerea di Tel Aviv sostiene di aver respinto. Un centinaio di missili sono partiti in direzione di Israele anche dal gruppo Hezbollah, in Libano, dove gli attacchi israeliano nel sud e contro Beirut hanno causato diversi morti: almeno otto nella capitale, a cui si aggiungono 31 feriti.

Tornando nel Golfo, le ultime ore, “numerosi droni” hanno colpito l’aeroporto internazionale di Kuwait City, in Kuwait. Secondo l’Autorità per l’aviazione civile locale, sono stati riportati solo danni materiali e non risultano vittime. Stamani, l’Iran ha colpito dei serbatoi di carburante in Bahrein, mentre ieri è toccato a quelli nella città portuale omanita di Salalah.

LIBANO, ISRAELE: PRONTI A VASTA OPERAZIONE CONTRO HEZBOLLAH

L’esercito israeliano deve “tenersi pronto a espandere” il suo intervento armato in Libano: è quanto ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz in un video messaggio. Il capo della Difesa ha spiegato: “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo dato istruzioni all’esercito israeliano di prepararsi a espandere le sue operazioni in Libano”, aggiungendo: “Ho avvertito il presidente libanese che se il suo governo non riuscirà a controllare il territorio e a impedire a Hezbollah di minacciare le comunità del nord (di Israele, ndr) e di aprire il fuoco su Israele, prenderemo i territori e lo faremo noi stessi”.

Oltre all’aviazione, l’esercito ha già iniziato a invadere dei territori per creare una “zona cuscinetto”.Dalla ripresa delle ostilità tra l’esercito israeliano e il movimento politico-militare filo-iraniano, quasi 600 persone hanno perso la vita negli attacchi nel sud e contro i sobborghi meridionali della capitale. Ieri le autorità di Beirut hanno aggiornato a 816mila il numero delle persone che ha perso la propria casa o ha dovuto lasciarla in seguito agli ordini di evacuazione emessi da Israele. Di questi, solo 126mila trovano posto nei 589 centri di accoglienza gestiti dalle autorità insieme alle organizzazioni umanitarie.

CONSIGLIO SICUREZZA ONU CONDANNA “ATROCI ATTACCHI” DI TEHERAN

Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con 13 voti a favore e due astensioni – Russia e Cina – è stata adottata una risoluzione di condanna sugli “attacchi atroci” dell’Iran contro i suoi vicini regionali – Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania – condotti su “aree residenziali e obiettivi civili”. La risoluzione dunque domanda la loro “immediata cessazione”, insieme alla fine da parte di Teheran delle “minacce, provocazioni e azioni volte a interferire con il commercio marittimo, nonché al sostegno ai gruppi per procura in tutta la regione”. Ribadito, infine, “fermo sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza politica di questi paesi”.

Soddisfazione è stata espressa dai diplomatici di Stati Uniti – che ha lodato la capacità di Paesi spesso divisi di ritrovare una linea comune contro “l’Iran che spara in tutte le direzioni” – e poi da Francia, Danimarca, Regno Unito, Grecia, Colombia, Panama, Liberia – anche a nome di Repubblica democratica del Congo e Somalia. L’ambasciatore del Bahrein all’Onu, Jamal Fares Alrowaiei, sottolineando che la risoluzione ha ottenuto sostegno da 140 Paesi membri dell’Onu, ha tenuto ad aggiungere che la regione del Golfo è “un pilastro della sicurezza globale, del commercio e della stabilità economica” e che quindi proteggere il Medio Oriente “è nell’interesse di tutto il mondo”.

Contrarietà è stata invece espressa dalla Russia, che aveva a sua volta presentato una risoluzione che però è stata respinta. Quella approvata, ha detto il rappresentante diplomatico Vassily Nebenzia, “ha un tono parziale e unilaterale. Confonde causa ed effetto. Se qualcuno che non è esperto di affari internazionali leggerà questa risoluzione, avrà inevitabilmente l’impressione che Teheran, volontariamente e per cattiveria, abbia condotto un attacco immotivato contro i Paesi arabi”, evidenziando che quei Paesi ospitano basi militari statunitensi.

Vassily Nebenzia ha continuato: “Non è un segreto che la base statunitense in Bahrein sia il quartier generale e il ‘centro nevralgico’ della Quinta Flotta statunitense, che costituisce la principale forza d’attacco contro l’Iran”, così come “la base aerea statunitense Prince Sultan in Arabia Saudita è il principale punto di manutenzione dell’aeronautica militare statunitense nella regione. La più grande base aerea militare, Al Udeid, situata in Qatar, potrebbe essere utilizzata non solo come elemento fondamentale del sistema di difesa aerea globale degli Stati Uniti e della Nato, ma anche per schierare caccia d’attacco, bombardieri e aerei da rifornimento, nonché per sopprimere la difesa aerea e acquisire obiettivi. Anche la base di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti è molto adatta a questi scopi e per la raccolta di informazioni”. Altro “ruolo significativo” sarebbe svolto “dalle basi statunitensi in Kuwait, Giordania e Iraq”. “Omessi”, invece, “gli attacchi contro il territorio dell’Iran stesso, per non parlare di coloro che li sostengono”, come il Libano.

Una posizione ribadita anche dalla Cina, secondo Paese astenuto: “Stati Uniti e Israele- è stato detto- hanno lanciato attacchi militari senza l’autorizzazione del Consiglio e devono cessare immediatamente le loro azioni”. Pur sottolineando che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale degli Stati arabi del Golfo devono essere pienamente rispettate, ha avvertito che la risoluzione appena adottata “non riflette pienamente e in modo equilibrato la causa principale e il quadro generale del conflitto”.

COLPITA LA BASE ITALIANA DI ERBIL

In Iraq “un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale ha aggiunto di essere costantemente aggiornato sulla situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal comandante del Covi.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho appena parlato con l’Ambasciatore d’Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker. A loro esprimo solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria”.

MELONI: “SOLIDARIETÀ A NOSTRI MILITARI A ERBIL, SEGUO CON ATTENZIONE”

“Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell’attacco: l’Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in merito al missile che ha colpito la bse italiana.
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