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L’aeroporto di Bologna diventa a misura di celiaci: prodotti gluten free in bar e ristoranti

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BOLOGNA – Viaggiare senza preoccupazioni. A cominciare dal timore di non trovare cibo adatto alle proprie condizioni di salute. Il viaggio comincia con il passo giusto all’Aeroporto di Bologna, dove da lunedì bar e ristoranti serviranno cibi gluten free. È il “Progetto celiachia”, realizzato dallo scalo con l’Associazione italiana celiachia e l’Ausl di Bologna, che ha formato il personale dei punti food and beverage per conoscere le esigenze alimentari delle persone intolleranti al glutine. Dal Marconi ne passano potenzialmente almeno 50.000 all’anno, se consideriamo che allo 0,5% della popolazione è stata diagnosticata questa patologia. Si tratta di “un progetto che va di pari passo con altre iniziative che stiamo sviluppando in questi anni per dare risposta a tutte le diverse tipologie di passeggeri, ma anche alle persone della comunità aeroportuale”, spiega l’amministratore delegato dell’Aeroporto, Nazareno Ventola.

A BOLOGNA QUASI 5.000 CELIACI

Nel solo territorio dell’Ausl di Bologna, le persone con diagnosi di celiachia sono circa 4.682 (dato aggiornato a fine 2023), di cui 3.252 donne e 1.430 uomini. I dati mostrano un aumento, rispetto al 2022, di 254 persone. Il “Progetto Celiachia” ha due obiettivi: aumentare la consapevolezza degli operatori di bar e ristoranti rispetto alle necessità dei passeggeri celiaci e garantire ai passeggeri una risposta specifica in fatto di alimenti gluten free. L’unità operativa complessa ‘Igiene alimenti e nutrizione’ dell’Ausl nel corso di quattro giornate di incontri ha formato con l’aiuto di medici e professionisti circa 90 operatori, tra responsabili delle attività, responsabili del controllo e addetti, appartenenti alle quattro realtà della ristorazione presenti al Marconi (Vecchia Malga, My Chef, Autogrill e Lagardère).

IL PERSONALE DELL’AEROPORTO È STATO FORMATO

Il personale ha partecipato a lezioni di quattro ore sugli elementi generali sulla patologia, l’igiene degli alimenti e l’applicazione delle misure di autocontrollo e dei principi Haccp correlati alla somministrazione di prodotti senza glutine. Tutto il personale dei punti ristoro del Marconi ha terminato la formazione e conseguito l’autorizzazione a per produrre e somministrare bevande e alimenti senza glutine. Verranno fatte ulteriori sessioni formative per i nuovi assunti e per i lavoratori stagionali, facendo diventare questa formazione parte integrante del bagaglio di conoscenze degli operatori del food & beverage presenti in aeroporto.

LO SCALO ERA GIÀ PLASTIC FREE

“È il terzo tassello di una strategia che ha visto un miglioramento dello scalo sulla strada della sostenibilità sociale dopo il progetto ‘Plastic free’, grazie al quale abbiamo ridotto del 50% le plastiche monouso, e il recupero del cibo con Last minute market. Si tratta di un unicum nel panorama nazionale degli aeroporti”, sottolinea Stefano Gardini, direttore Business Non Aviation del Marconi. “Questo progetto può essere un volano per altre realtà”, auspica Daniele Trombetta, presidente dell’Associazione italiana celiaci dell’Emilia-Romagna.

“UN PROGETTO DA REPLICARE ALTROVE”

“I cittadini-pazienti devono avere una vita il più normale possibile. Questo è un progetto da replicare”, ribadisce Anna Maria Petrini, direttrice dell’Asl di Bologna. “Non siamo tutti uguali e spesso le differenze diventano patologie se non ci prestiamo attenzione. I nostri dipartimenti di sanità pubblica non guardano solo più alla sicurezza, ma anche a una prevenzione che possa accogliere. Un’esperienza pilota come questa va diffusa”, conclude l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi.
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