martedì, 8 Settembre , 26
HomeMondoLa Cina sta cercando di rieducare le intelligenze artificiali a sua immagine...

La Cina sta cercando di rieducare le intelligenze artificiali a sua immagine e somiglianza

-

ROMA – Non vogliono solo governare l’intelligenza artificiale, voglio proprio rimodellare il mondo utilizzandola come uno strumento di (subdola) educazione mondiale. Secondo il New York Times la Cina sta spingendo con aggressività su una grave vulnerabilità strategica: il predominio schiacciante di dati di addestramento in lingua inglese e di stampo occidentale.

Quando le prime versioni di ChatGPT sono state testate a Pechino, il sistema ha commesso errori evidenti sulla cultura cinese e ha risposto con facilità a domande politiche delicate, mostrando quello che i ricercatori locali hanno definito un pregiudizio occidentale. Il New York Times sottolinea come, per il Partito Comunista Cinese, questo predominio dei dati occidentali minacci il suo controllo su narrazioni cruciali, come i diritti umani e lo status di Taiwan.

Per contrastare questa situazione, l’Amministrazione Nazionale dei Dati di Pechino ha presentato un piano per affermare la Cina come una delle principali potenze globali nel settore dei dati entro il 2028. La strategia prevede l’abbattimento dei silos di dati nazionali e il passaggio da una semplice etichettatura manuale a un’annotazione di alta qualità, di livello “esperto”, per competere con gli Stati Uniti. Fondamentale è l’intenzione della Cina di condividere questi vasti set di dati a livello globale, soprattutto con i paesi in via di sviluppo, per attrarre un maggior numero di utenti nel suo ecosistema di intelligenza artificiale. Ad esempio, laboratori statali hanno già pubblicato enormi dataset multilingue come “WanJuan”, esplicitamente creati per essere in linea con i “valori dominanti cinesi”.

Tuttavia, il New York Times evidenzia le notevoli preoccupazioni degli analisti occidentali riguardo a questa strategia. Gli esperti avvertono che, esportando i dati di addestramento dell’IA, Pechino sta sottilmente esportando la sua propaganda di stato e i suoi valori autoritari. Alcuni studi dimostrano già che i modelli occidentali come ChatGPT forniscono risposte molto più filo-Pechino quando interrogati in cinese, semplicemente perché elaborano enormi quantità di contenuti provenienti dai media statali cinesi. In definitiva, gli analisti sostengono che la spinta della Cina verso la diffusione dei dati sia una mossa calcolata per sfidare la supremazia americana nell’IA e garantire che i sistemi fondamentali del futuro siano allineati agli interessi del Partito Comunista Cinese.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

ALTRI POST

Netanyahu era stato avvertito 10 giorni prima dell’attacco del 7 ottobre. E non fece nulla

ROMA - Una decina di giorni prima del 7 ottobre 2023, Benjamin Netanyahu avrebbe ricevuto personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed,...

Colpo da 9 milioni in Costa Azzurra, rubati 4 quadri di Renoir. Ma uno lo hanno perso per strada

ROMA - Quattro preziosissimi quadri rubati da un museo, un 'colpo' da 9 milioni di euro: è avvenuto questa mattina all'alba nel museo di Renoir...

Più di tre milioni di italiani sono stati truffati al telefono, l’anno scorso

ROMA - Nell'ultimo anno sono stati oltre 3,2 milioni gli italiani vittime di truffa o di un tentativo di frode nell'ambito della telefonia fissa o...

La Russia ha ripreso la guerra da dove l’aveva interrotta

ROMA - Due morti e almeno sette feriti, tre dei quali ricoverati in ospedale: è il bilancio del bombardamento che la Russia ha lanciato questa...
spot_img

POST POPOLARI