ROMA – La pandemia di Covid-19 può e deve anzi diventare occasione per “ripartire insieme”, rilanciando una cooperazione economica italo-africana piu’ inclusiva e sostenibile: lo ha sottolineato oggi Cleophas Adrien Dioma, presidente di Italia AfricaBusiness Week (Iabw), forum al via a Roma con una due giorni sul tema “Building Back Better Together”.

In primo piano, in apertura, relazioni imprenditoriali, sociali e culturali. “Già cinque anni fa quando organizzammo la prima edizione apparve evidente che l’Africa era pronta per l’Italia” ha esordito Dioma. “Oggi l’Italia deve mettersi in gioco ed essere pronta per l’Africa”.

Il presidente di Iabw ha parlato del forum come di “un follow up naturale” della conferenza ministeriale che si è tenuta a Roma giovedì e ieri con la partecipazione di delegazioni giunte da 49 Paesi. “Queste giornate dimostrano quanto l’Africa sia interessata all’Italia” ha detto Dioma, annunciando la nascita “a breve” della “prima associazione di africani che vogliono lavorare con l’Italia”.

Secondo il presidente di Iabw, l’Italia ha tanto da offrire anche perché per la sua rete di piccole e medie imprese ha una struttura particolarmente adatta al continente. “Ci sono settori come quelli delle energie rinnovabili e dell’alimentare che dispongono di know-how in grado di sostenere la crescita” ha detto Dioma. Convinto che l’interesse per queste opportunità si sia già espresso nella “crescita costante” del forum nei suoi primi cinque anni. “All’inizio era solo un sogno, perché volevamo fare qualcosa per aiutare il nostro Paese di adozione e per l’Africa, la nostra terra madre” ha detto il presidente di Iabw, origini in Burkina Faso, una vita in Italia. “Questo sogno oggi deve continuare: l’Italia è un Paese bellissimo; noi lo amiamo e qui crescono i nostri figli”.

Ad aprire i lavori, con Dioma, rappresentanti anche politici di Paesi di diverse aree subsahariane. Tra loro Denis-Christel Sassou Nguesso, ministro della Cooperazione internazionale e della promozione del partenariato pubblico-privato della Repubblica del Congo, Abdoulaye Diop, ministro degli Affari esteri e della cooperazione del Mali, Patrick Rajoelina, ministro degli Affari esteri del Madagascar e Dee-Maxwell Saah Kemayah, ministro degli Affari esteri della Liberia. A intervenire nel panel inaugurale anche Marina Sereni, viceministra italiana degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

DIOP (MALI): MEDIA NON RACCONTINO SOLO GUERRE

Basta con le “immagini negative” dell’Africa, presentato spesso dai media come un continente dilaniato dalle guerre, nonostante le tante iniziative e opportunità che offre sul piano imprenditoriale e degli investimenti: è l’appello di Abdoulaye Diop, ministro degli Affari esteri e della cooperazione del Mali.

“C’è una maggioranza di persone che si danno da fare e che investono” ha detto Diop, facendo riferimento al suo e ad altri Paesi.

Nell’intervento il ministro ha parlato anche di economia. “Il Mali è il primo produttore di cotone del continente ma appena il 2 per cento della lavorazione e del confezionamento avviene sul territorio nazionale” ha detto il ministro. “L’obiettivo è arrivare a un’industria locale dei filati, che dia lavoro e opportunità ai giovani”.

In evidenza anche il ruolo delle comunità maliane all’estero. Secondo Diop, “le rimesse e i contributi delle diaspore valgono oggi ben l’11 per cento del Prodotto interno lordo”.
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