“PMI hanno bisogno di certezze e strumenti concreti”
Il rientro dalle ferie si sta dimostrando molto difficile per il settore industriale in Italia. La condizione economica è deteriorata rispetto alla fine di luglio, richiedendo azioni rapide e concertate. Questa è l’affermazione di Cristian Camisa, presidente di Confapi.
“Escludendo la crisi politica in Francia – continua Camisa – anche la Germania, leader industriale dell’Europa, mostra preoccupanti segnali, arrivando a far intravedere un possibile fenomeno di deflazione sui prezzi dei beni.
È chiaro che, se non agiamo prontamente, potremmo essere trascinati verso il basso a causa dell’instabilità dei nostri maggiori partner commerciali. Il PNRR ha fornito una spinta significativa, ma temporanea. Serve una visione a lungo termine che superi i finanziamenti europei, in modo da posizionare le nostre imprese in una condizione migliore per competere e crescere”.
Per il presidente di Confapi “La Francia ha attualmente un rating superiore di sei posizioni rispetto all’Italia, ma la situazione reale non supporta una differenza così elevata. È necessario collaborare con le agenzie di rating per abbassare ulteriormente il costo del debito, liberando capitali freschi da reinvestire nella crescita.
Una volta ridotto il peso del debito, è importante avviare un piano di rilancio economico nazionale senza attendere passivamente le decisioni da Bruxelles. Le nostre piccole e medie imprese necessitano di certezze e strumenti pratici, non di burocrazia e ritardi. Solo in questo modo possiamo evitare di essere sopraffatti dalla crisi europea e ripristinare la fiducia nel nostro sistema produttivo”.
“Non dobbiamo dimenticare – aggiunge Camisa – che i nostri principali concorrenti globali, come Stati Uniti e Cina, hanno la capacità di prendere decisioni strategiche in modo immediato e di indirizzare le proprie politiche industriali e commerciali.
Al contrario, l’Europa sembra spesso bloccata in veti incrociati e procedure lente, che sfavoriscono l’intero tessuto produttivo. È proprio in questa asimmetria che si decide il futuro della nostra industria. L’Italia deve riuscire a implementare un Piano industriale nazionale rapidamente, tenendo conto del contesto europeo – conclude – altrimenti rischiamo di essere esclusi dalla competizione internazionale”.
Ciro Di Pietro


