AGI – L’Italia si posiziona nell’ultima fascia, tra i Paesi in cui è considerato più “difficile” applicare il monitoraggio attraverso la tecnologia GPS, assieme a Belgio, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Israele, Lussemburgo, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera.

In questi Stati, oltre ad informativa e policy, tra i requisiti per poter attuare il monitoraggio c’è sempre anche la necessità del consenso del lavoratore e/o il raggiungimento di un accordo sindacale o di un’autorizzazione pubblica.

Lo rivela un’indagine condotta dallo studio Toffoletto De Luca Tamajo, specializzato in consulenza e diritto del lavoro e sindacale per le imprese,

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