La sostenibilità si conferma leva fondamentale per la competitività
L’agricoltura in Italia si trova ad affrontare un panorama difficile, contrassegnato da sfide sia globali che nazionali, il che rende indispensabile potenziare la competitività delle imprese. All’interno di questo contesto, la sostenibilità emerge come un elemento cruciale per il successo delle aziende e per lo sviluppo dell’ambiente, del territorio e del Paese nel suo complesso.
La percentuale di imprese che raggiungono standard elevati continua a crescere, passando dal 49,3% del 2020 al 57,9%. Durante lo stesso intervallo, la percentuale di aziende che sono ferme a uno stadio iniziale è diminuita da 21,6% all’11,9%.
Nell’ultimo anno, il 30,6% delle imprese con un alto livello di sostenibilità ha visto un aumento del fatturato, rispetto al 14,6% delle aziende con un livello base. Questi risultati sono stati rivelati nella sesta edizione di AGRIcoltura100, un progetto pluriennale di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, nel Rapporto 2026 redatto da MBS Consulting (Gruppo Cerved). L’analisi è stata effettuata su oltre 3.800 imprese del settore, che sono in costante aumento dal 2020.
Lo studio ha inoltre analizzato l’impatto delle tensioni nel commercio internazionale e dei dazi, che hanno influenzato un mercato strategico come quello degli Stati Uniti. Il 42% degli agricoltori esprime preoccupazione riguardo le ripercussioni dei conflitti commerciali. Le aziende intervistate hanno in particolare indicato un incremento dei costi delle materie prime, sfide di mercato e una diminuzione delle esportazioni.
In risposta, oltre il 70% delle imprese attive all’estero ha adottato nuove strategie: il 45% ha cercato nuovi mercati di vendita, il 20% ha rivisitato contratti e condizioni commerciali con l’estero, mentre un ulteriore 20% ha riservato maggiore attenzione al mercato domestico. Le difficoltà commerciali hanno causato problematiche e un aumento dei costi anche negli acquisti, con il 20% delle aziende agricole che ha cercato fornitori alternativi.
Più recentemente, la crisi in Medio Oriente ha dato inizio a un periodo di crisi energetica e inflazione, con l’agricoltura italiana particolarmente vulnerabile. Già l’anno scorso, il 42% delle aziende agricole ha registrato un aumento dei costi, e solo una su quattro (26,4%) dichiarava di avere il potere di intervenire sui prezzi di vendita. L’aumento dei costi ha compresso ulteriormente la redditività delle aziende: il 47,5% degli intervistati ha riportato un utile inferiore al 5% del fatturato.
La sostenibilità rappresenta un trend diffuso e i suoi livelli sono relativamente uniformi nel territorio, senza grandi disparità tra il Nord e il Sud. Le imprese più grandi raggiungono livelli di sostenibilità superiori, ma è comunque rilevante la presenza di piccole aziende con un alto indice di sostenibilità.
Ciro Di Pietro


