ROMA – Il disagio, la sofferenza e gli effetti del Covid sui giovani prendono forma sul grande schermo e diventano un film, scritto, girato e interpretato dagli studenti dell’Istituto ‘Bramante’ di Roma, guidati dal regista Paolo Bianchini con Alveare Cinema. Dopo il debutto a Venezia 2021, il film è stato proiettato questa sera nel cortile dell’istituto, nel quartiere Tufello, con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.’Qualcos’altro… che ancora non c’è’ , è stato realizzato dagli alunni della scuola romana, sotto la guida della società Alveare Producecinema srl (di seguito Alveare Cinema) grazie ai fondi del Piano Nazionale ‘Cinema e Immagini per la Scuola’, promosso dal ministero della Cultura e dal ministero dell’Istruzione.

“Abbiamo superato il lockdown riprendendo a parlare di noi, e trovando in questo la scuola. In un’epoca così confusa abbiamo permesso ad ognuno di ritrovare la propria strada, di ritrovarsi- ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi-. Questo è il senso della scuola- ha aggiunto- Studenti, famiglie, insegnanti, personale tutti insieme. Questo è il senso della scuola, e quando c’era, la davano per scontata. Il Covid ci ha fatto apprezzare la scuola. Abbiamo ora ritrovato il piacere di tornare a scuola”.

Il lungometraggio, girato in 4K, è stato ideato e implementato all’interno del progetto scolastico e Pcto ‘Sa.rà. un musical’, grazie ai 50mila euro vinti nel 2018 dall’IIS Bramante in partnership con Alveare Cinema, che hanno permesso agli studenti del liceo artistico – indirizzo multimediale e audiovisivo, di realizzare un film sul disagio seguito al lockdown da COVID-19.

Sessanta studenti tra i 13 e 23 anni, supervisionati dalle produttrici Valeria Doddi e Paola Rota e dal regista Paolo Bianchini, si sono divisi i ruoli cinematografici in base alle loro attitudini e si sono cimentati nella sceneggiatura (insieme ai professionisti di Anac, Alessandro Rossetti e Alessandro Occhipinti), nella regia, nella recitazione, nella fotografia, nella fonica e nella produzione, portando a termine un prodotto di 100’ di cui sono anche i protagonisti.

All’inizio ‘Qualcos’altro… che ancora non c’è’ avrebbe dovuto trattare le vicende del Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo, un cinema occupato in fase di sgombero, ma il suo focus è stato cambiato in corso d’opera con l’avvento della pandemia, che l’8 marzo 2020 ha stravolto le vite degli Italiani con l’introduzione del confinamento forzato nelle proprie abitazioni. Mutato il tema del racconto, i protagonisti delle singole storie sono emersi con prepotenza dalle pagine dello script, hanno preso corpo, hanno affrontato le circostanze e hanno fatto della pandemia il fil rouge di una nuova narrazione, realizzata attraverso le proiezioni delle vite dei sette protagonisti. Le conseguenze sociali del Covid-19, tra fasi di pandemia acuta, isolamento e aperture, sono diventate, dunque, leva per un’auto-analisi che, peraltro, ha sventato tra i ragazzi un reale tentativo di suicidio.

Scritto durante il lockdown in tre mesi e girato in quattro settimane, ‘Qualcos’altro… che ancora non c’è’ è stato ideato in modo che ogni studente avesse tre giorni a disposizione per ultimare le riprese aiutato, tra gli altri, da professionisti come il direttore della fotografia Daniele De Caro Carella, il montatore Claudio di Mauro, Davide di Donatello nel 2001 per ‘L’ultimo bacio’, il tutor per l’audio in presa diretta Matteo Orsini, quello per la scenografia Ciro Paduano e quella per i costumi, Laura Panza. Il film è stato proiettato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 5 settembre 2021 nella Sala Laguna, all’interno delle Giornate degli Autori / Isola Edipo – Cinema, Arti, Attualità, raccogliendo il favore della critica e del pubblico.

“La scuola è dove germoglia la cultura- ha commentato Bruno Zambardino, responsabile degli Affari Europei della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura- la nostra ambizione è arrivare a inserire nei curricula l’insegnamento del cinema”. Alla proiezione erano presenti anche Giovanni Caudo, presidente del Terzo Municipio mentre veniva girato il film e Paolo Marchionne, presidente del III Municipio. Da anni Alveare Cinema collabora con l’Istituto Bramante alla formazione di ragazze e ragazzi che vivono un quartiere complicato, dove la pandemia ha rallentato e ostacolato la crescita e lo sviluppo della generazione Z, facendo in alcuni casi precipitare i giovani in stati di apatia, ansia, depressione.

“Alveare Cinema è ormai ‘maggiorenne- afferma il regista Paolo Bianchini- ed è nata per una scelta radicale: parlare con i giovani, dalle elementari in su, e offrire gli strumenti per creare racconti a coloro che devono continuare a camminare sulla strada della vita, dove tutte le generazioni si incontrano. Abbiamo vissuto l’impasse del lockdown seguendo un principio con cui vivo: quello dell’acqua. Il fluido si adegua al recipiente che lo accoglie e continua a camminare nonostante gli ostacoli, aggirandoli. Ecco, durante il lockdown ho incitato a seguire questo istinto, questa energia che guida la nostra vita e vuole andare verso il mare. Infatti, dopo un primo sbandamento, chiusi nelle rispettive stanze, incontrandoci online, ci siamo detti di continuare raccontando proprio ciò che stavamo vivendo. Ognuno degli autori ha quindi portato il personaggio in casa propria e ne ha fatto un film autobiografico, che però è parte anche di una biografia collettiva. Si è trattato, per i nostri studenti e le nostre studentesse, di una forma di psicoterapia contro il dolore dell’isolamento e contro l’incognita del futuro”.

BIANCHI: “IL COVID CI HA FATTO CAPIRE QUANTO FOSSE IMPORTANTE LA SCUOLA”

“Studenti, famiglie, insegnanti, personale tutti insieme. Questo è il senso della scuola, e quando c’era, la davano per scontata. Il Covid ci ha fatto apprezzare la scuola. Abbiamo ora ritrovato il piacere di tornare a scuola”, ha detto Bianchi. Il film, realizzato dagli studenti in collaborazione con Alveare Cinema, è stato svolto dai ragazzi nell’ambito dei Pcto. “I pcto hanno dimostrato che il lavoro cambia e la scuola lo anticipa- ha commentato Bianchi-. Raccontato queste esperienze: la scuola italiana è anche questa. Una scuola affettuosa, data dalla capacità di sentire che anche nelle difficoltà siamo capaci di inventare insieme. Raccontate e amate la vostra scuola”, ha detto infine Bianchi agli studenti.

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