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Giappone, toto-premier: voto Partito liberaldemocratico il 4 ottobre

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Roma, 10 set. (askanews) – Il voto delle elezioni interne del Partito liberaldemocratico giapponese (Jiminto) per la successione alla presidenza a Shigeru Ishiba, che ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro e da leader della formazione politica, si terranno il 4 ottobre. La decisione è stata presa nella riunione del Consiglio di direzione del LDP nella mattinata del 10 settembre.

Il limite per l’annuncio delle candidature alla presidenza del Jiminto è stato fissato per il 22 di questo mese.

Come leader del partito di maggioranza relativa, l’eletto dovrebbe diventare in maniera quasi automatica primo ministro, tuttavia il fatto che la coalizione di governo non abbia una maggioranza parlamentare non esclude che possano coagularsi maggioranze su altri nomi.

Il partito governa il Giappone ininterrottamente dal 1955, con l’eccezione di soli quattro anni.

Il capo del comitato elettorale, Ichiro Aisawa, ha dichiarato ieri che l’avviso ufficiale, con i nomi dei candidati, sarà emesso il 22 settembre e che lo spoglio dei voti avverrà al termine di una campagna elettorale di 12 giorni.

Nel corso della riunione, come già l’anno scorso, sono state inoltre confermate regole per contenere le spese della campagna: divieto di spedire in massa opuscoli cartacei e di distribuire libri o altri beni materiali.

In conferenza stampa, il presidente della commissione elettorale del partito, Ichiro Aisawa, ha spiegato che “considerata la situazione in cui si trova il partito, era necessario garantire ai membri e ai sostenitori l’opportunità di ascoltare a fondo le proposte dei candidati” e che il calendario tiene conto anche dei tempi necessari per lo svolgimento del voto degli iscritti.

Quanto alla diffusione di fake news e disinformazione sui social, Aisawa ha invitato i membri del partito e i cittadini a prestare attenzione alla circolazione di insulti o di informazioni non verificate, verificando sempre quali siano le notizie reali” e ha aggiunto che, qualora la situazione lo richieda, il partito adotterà misure di contrasto.

Intanto, otto partiti di opposizione — Partito costituzionale democratico, Nippon Ishin, Partito democratico per il Popolo, Partito Sanseito, Reiwa Shinsengumi, Partito comunista, Partito conservatore giapponese e Partito socialdemocratico — hanno chiesto la convocazione straordinaria della Dieta sulla base dell’articolo 53 della Costituzione, presentando al presidente della Camera dei Rappresentanti Hiroyuki Nukaga. una richiesta sottoscritta da 239 deputati, più della metà del totale. Nella richiesta, le opposizioni criticano la scelta del Jiminto di tenere il voto per la leadership il 4 ottobre, accusando il partito di “prolungare ulteriormente il vuoto politico e di anteporre le proprie dinamiche interne agli interessi della popolazione”.

Gli otto partiti chiedono inoltre che, anche durante la campagna interna del Jiminto, venga convocata subito una sessione straordinaria del parlamento per discutere questioni urgenti, come l’abolizione dell’aliquota provvisoria della tassa sulla benzina e le misure da adottare in risposta ai dazi americani.

L’articolo 53 della Costituzione stabilisce che, se almeno un quarto dei membri di una delle due camere ne fa richiesta, il governo deve convocare la Dieta, anche se non viene specificato un termine preciso per la convocazione.

Il presidente del Partito liberaldemocratico viene scelto attraverso un meccanismo che combina il voto dei parlamentari del partito e quello dei membri e simpatizzanti registrati a livello locale, secondo una formula definita “full spec”, che prevede un totale di 590 voti, dei quali 295 espressi dagli eletti e 295 dai sostenitori registrati.

Per candidarsi alla guida del partito occorre raccogliere l’appoggio di almeno 20 parlamentari. Alla votazione partecipano tutti i deputati e senatori del partito, ciascuno con un voto, ai quali si aggiunge un numero equivalente di voti espressi dalla base del partito e dai simpatizzanti locali.

Nel primo turno viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza assoluta. In caso nessuno arrivi a quel livello di consenso, si procede a un ballottaggio tra i due più votati. Nella seconda votazione prendono parte i parlamentari e un rappresentante per ciascuna delle 47 prefetture giapponesi.

Il presidente del Jiminto resta in carica tre anni e può essere rieletto secondo i regolamenti interni.

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