Il settore riceve finalmente una prima regolamentazione, che separa il comparto vivaistico da quello floricolo, riconoscendo il valore del lavoro delle imprese
Il nuovo progetto di decreto riguardante il florovivaismo è fondamentale per garantire stabilità a un settore cruciale del valore di 3,3 mld di euro, che rappresenta un’eccellenza del nostro Paese. Si spera che questa normativa possa essere approvata rapidamente, introducendo modifiche che ne ottimizzino i risultati. Coldiretti ha espresso queste considerazioni durante l’audizione che si è tenuta il 9 giugno c.m. davanti alla Nona Commissione del Senato.
Coldiretti ha spiegato che, dopo anni di attesa, finalmente il settore riceve una prima normativa chiara e ben definita, che separa l’attività vivaistica da quella floricola, valorizzando l’impegno delle imprese e ponendo le fondamenta per un progresso più strutturato, in linea con la sostenibilità, l’innovazione e la crescita professionale. In questo contesto, è rilevante l’inserimento delle figure professionali dell’arboricoltore e degli esperti in giardini storici, come proposto da Coldiretti.
Per potenziare il supporto al settore, si suggerisce di specificare che nei contratti di coltivazione l’imprenditore realizzi una fase essenziale del ciclo biologico e di sostituire il termine “vendita” con “cessione” del prodotto, in accordo con la legislazione attuale. Si è posta poi l’attenzione sulla certificazione del materiale forestale di riproduzione, per tutelare la qualità, il mercato e il patrimonio genetico italiano, riducendo i rischi legati alle importazioni. Infine, Coldiretti sottolinea la necessità di includere chiaramente la produzione di piante orticole nel florovivaismo, attualmente non adeguatamente riconosciuta.
Il florovivaismo in Italia è un elemento fondamentale dell’economia nazionale, grazie al lavoro di circa 19 mila imprese su una superficie di 30 mila ettari. L’export offre un contributo significativo, sfiorando 1,3 mld di euro nello stesso anno, a conferma della competitività del Made in Italy sui mercati esteri, anche se il settore sta subendo un impatto notevole a causa della crisi dei costi energetici e dei fertilizzanti dovuta al conflitto in Iran.
Ciro Di Pietro


