PALERMO – Vigili del fuoco al lavoro per tutta la notte tra le macerie a Ravanusa, piccolo centro in provincia di Agrigento, dove ieri sera un’esplosione causata da una fuga di gas ha distrutto una palazzina di quattro piani danneggiando altri due immobili adiacenti. Il bilancio, al momento, è di quattro vittime accertate, cinque persone disperse e di due superstiti estratti vivi dalle macerie.

Sul posto da ieri sera lavorano incessantemente forze dell’ordine, Croce rossa, squadre di Protezione civile regionale e del Corpo forestale: in tutto circa duecento i soccorritori giunti nel piccolo centro dell’entroterra agrigentino. La scena che si è presentata davanti agli occhi dei primi giunti è stata da apocalisse: fiamme e macerie ovunque nell’area compresa tra le vie Galileo Galilei e Trilussa.

In piena notte, quando l’orologio segna le 2:45, il primo bilancio dei dispersi, dopo ore di voci incontrollate, lo traccia il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, giunto sul posto: “Sono dieci le persone che mancano all’appello”. Poco prima una voce proveniente da sotto le macerie aveva riscaldato i cuori di chi da ore scavava alla ricerca di persone vive a rischio anche della propria vita, dal momento che non è stato possibile isolare la distribuzione del metano in tutta la zona dopo lo scoppio e che le fiamme sono state spente poco prima di mezzanotte: era quella di un’anziana, estratta viva dal cumulo di pietre. La donna, con diverse fratture, è stata trasportata all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Attorno alle 3 del mattino i soccorritori salvano una seconda donna ancora in vita e, purtroppo, nel corso delle ore, le macerie restituiranno anche i corpi delle prime due vittime.

Tra i primi a giungere sul posto e a rendersi conto della gravità della situazione il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo, che subito aveva lanciato un drammatico appello su Facebook: “C’è stato un disastro, abbiamo bisogno di autobotti e mezzi meccanici”. E nella tragica nottata di Ravanusa sono arrivate le parole di conforto dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano: “Sono vicino alla comunità di Ravanusa che sta vivendo momenti di apprensione in seguito all’esplosione causata da una fuga di gas. Prego per quanti si stanno impegnando nel contenere il pericolo e per accertare la sperata assenza di vittime. Il Signore ci mantenga forti nella tribolazione e aperti alla speranza”. La speranza che la luce del giorno aiuti nelle ricerche dei dispersi.

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