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Electrolux, Urso: “L’azienda ritiri il piano. Serve una nuova proposta”

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ROMA – Termina dopo circa due ore al Mimit il tavolo convocato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso sul piano annunciato da Electrolux che prevede 1.700 esuberi. Il tavolo sarà riconvocato il 15 giugno.

“Chiedo all’azienda di ritirare il piano presentato oggi al tavolo e di aprire un confronto vero, per costruire insieme una soluzione industriale condivisa e sostenibile. Serve un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Anche nelle crisi più difficili si può arrivare a un accordo che eviti licenziamenti, mantenga aperti gli stabilimenti e dia prospettiva produttiva. Lo abbiamo dimostrato con Beko. Anche in questo caso lavoriamo insieme, con responsabilità. Serve un nuovo piano che non lasci nessuno indietro. Noi non accetteremo mai la desertificazione industriale dell’Europa. La nostra priorità è tutelare i lavoratori e rilanciare l’industria nazionale”. È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, replicando all’azienda al tavolo Electrolux al Mimit.

AZIENDA RIPRESENTA UN NUOVO PIANO IL 15 GIUGNO

“Oggi Electrolux si è impegnata, su puntuale richiesta del Ministro Adolfo Urso, a presentare un nuovo piano, che verrà illustrato nel corso del prossimo incontro programmato per il 15 giugno a Roma, sospendendo così ogni iniziativa unilaterale”. Lo fa sapere in una nota l’assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, presente oggi al tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla situazione degli stabilimenti Electrolux, tra cui il sito produttivo di Porcia (Pordenone).Secondo i dati in possesso della Regione Friuli Venezia Giulia, spiega l’assessore, tra il 2022 e il 2026 il gruppo Electrolux ha registrato una riduzione di circa 1.300 occupati “avvenuta nel silenzio”, elemento che dimostrerebbe come la situazione attuale “sia tutto meno che una crisi congiunturale”. Per Questo la Regione chiede il ritiro del piano di esuberi annunciato dall’azienda.“Non siamo di fronte a una crisi temporanea né esclusivamente economica, ma a un problema industriale e strategico che riguarda il futuro del manifatturiero del Nordest e dell’intero Paese”, sottolinea Rosolen, “deve essere affrontata come una questione nazionale e non come una competizione tra territori”.Rosolen ribadisce inoltre che “va escluso fin dall’inizio che questa riorganizzazione possa essere legata alla vendita a Midea o ad altri soggetti: è una condizione necessaria per aprire qualsiasi discussione”.Assieme al collega alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, Rosolen richiama la necessità anche da parte dell’Europa di “un cambio di metodo e di paradigma” nell’affrontare le crisi industriali, collegando la vicenda Electrolux al quadro geopolitico, alle politiche industriali comunitarie, alla concorrenza internazionale e alla necessità di rafforzare le filiere produttive. Senza questo cambio di passo, concludono, “rischiamo di perdere tempo prezioso e trovarci tra un anno nella stessa situazione senza aver compiuto alcun passo in avanti”.
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