ROMA – Via libera del ministero della Salute all’uso dei test molecolare e antigenico su saliva “a uso professionale per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2”. In una circolare l’autorità sanitaria spiega che l’impiego del test salivare, dunque con campione di saliva, “può essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da Sars-Cov-2 qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei”. La saliva, si legge, può essere utilizzata come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei “preferibilmente entro i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi” perché “la sensibilità diminuisce dopo i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi”.

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“UTILE PER SCREENING RIPETUTI E PER I BAMBINI A SCUOLA”

Per quanto riguarda gli screening di individui asintomatici “il campione di saliva può essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da Sars-Cov-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l’accettabilità di test ripetuti, in particolare: se vengono sottoposti a screening individui molto anziani o disabili, in caso di carenza di tamponi”. Sul versante dei test sui bambini, secondo la circolare, “i dati l’uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati, anche se, data la semplificazione della tecnica di prelievo i test salivari possono rappresentare uno strumento utile per il monitoraggio e controllo dell’infezione in ambito scolastico. Alcuni studi pubblicati nel 2020 hanno rilevato sensibilità comprese tra il 53 e il 73%”.

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