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Clima, Green Building Council Italia: imbarazzante il negazionismo

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Il presidente Capaccioli: “I cambiamenti comincino dal basso”

Milano, 2 ago. (askanews) – Il negazionismo climatico oscilla in Europa tra l’1 e il 2% (dati European Social Survey), ma si arriva all’8% includendo la quota di coloro che pensano che il cambiamento climatico non sia frutto del comportamento umano. In Italia, il negazionismo climatico si attesta invece su una percentuale del 16% (Rapporto ItalCommunications-Censis). “Imbarazzante, dal mio punto di vista, anche se fosse una percentuale ad una sola cifra, specie alla luce delle ultime inconfutabili, quanto violente, manifestazioni dello squilibrio climatico che hanno travolto il Paese”, commenta Fabrizio Capaccioli, amministratore delegato di Asacert e presidente del Green Building Council Italia.

“L’Italia sta facendo la sua parte – la riflessione di Capaccioli – ciò nonostante, la comunità internazionale, senza distinguo, dovrebbe apportare il proprio contributo, ben più significativo degli sforzi e dei risultati – in termini planetari – che il nostro Paese può produrre”. Un’azione globale che deve partire anche una considerazione: “Il fenomeno che nega il cambiamento climatico e la sua origine antropogenica continua a trovare adepti e spazi, alimentati dalla ricerca di un consenso che cavalca l’onda del: ‘la crisi climatica è una bufala per mettere le mani nelle tasche della povera gente’ – prosegue Capaccioli – Il tema ‘clima’ deve, dunque, essere affrontato a partire dalle disuguaglianze, perché la povertà esiste esattamente come il cambiamento climatico, ma se non si affronta la prima, il secondo non avrà soluzione. I cambiamenti, quelli che producono davvero effetti significativi, cominciano dal basso, ne sono convinto. Non si può più pensare di ‘vincere facile’ – come recitava un fortunato claim di una pubblicità di qualche anno fa – coinvolgendo solo quei pochi che possono permettersi un approccio di vita votato al benessere sostenibile”.

“Dobbiamo concentrarci sul concetto di giusta transizione che risiede anche nella nostra capacità e responsabilità, così come dei decisori pubblici – a tutti i livelli – di mettere le persone socialmente più vulnerabili in condizione di affrontare un cambio di stile di vita repentinamente, perché questo è quanto è necessario fare – afferma l’imprenditore e presidente del Green Building Council Italia – Gli strumenti, a partire dall’edilizia sostenibile ci sono, occorre metterli a disposizione di tutti i cittadini, cominciando proprio dalle fasce meno abbienti”.

“La sfida dei prossimi anni – conclude Capaccioli – è, perciò, recuperare dalla rete negazionista, che pesca di frodo nel mare della disinformazione e della paura, prede spaventate sì dal problema del cambiamento climatico, ma soprattutto dal timore che le soluzioni, i costi, gli sconvolgimenti sociali, possano essere peggiori dei benefici di una giusta ed assistita transizione green”.

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