di Andrea Sangermano e Mirko Billi

BOLOGNA – “Gli esperti dicono che siamo vicini al picco. Me lo auguro, perché non ne possiamo più”. È quasi uno sfogo quello a cui si lascia andare Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, intervenuto oggi in pomeriggio in Assemblea legislativa nel dibattito scaturito dopo l’informativa in mattinata nell’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, sull’emergenza Covid. “Questa durissima prova che stiamo vivendo non mi fa dormire la notte- confessa Bonaccini- ho i brividi quando sento le sirene delle ambulanze. Gli esperti dicono che siamo vicini al picco, me lo auguro. Perché spero che il prima possibile la curva dei contagi si pieghi affinché passata questa ondata, con più vaccini e sempre più persone immunizzate, non si chiuda mai più. Abbiamo bisogno di tornare prima possibile alla vita precedente, non ne possiamo più”, ammette il governatore.

“LE ORDINANZE REGIONALI POSSONO CREARE CONFUSIONE, MA L’ARANCIONE NON BASTA”

Di fronte ad un “virus nuovo”, cioè la variante inglese del Covid, la zona arancione “è insufficiente a piegare la curva per come eravamo abituati nel tempo precedente. Sappiamo bene che le ordinanze regionali possono anche creare confusione in una Italia già a colori, ma noi per primi chiedemmo di superare questo impianto per evitare il saliscendi della pandemia. E per questo abbiamo chiesto di tenere chiusi i confini regionali”.

Durante il dibattito in Assemblea legislativa, il presidente della Regione Stefano Bonaccini difende con forza la scelta di chiudere le scuole ed inasprire le limitazioni in gran parte dell’Emilia-Romagna. Per fronteggiare la terza ondata, ricorda Bonaccini, a suo tempo “proposi la zona arancione per tutta Italia, perché vedevo cosa capitava altrove e temevo che l’ondata arrivasse nel nostro paese”.

“IN ESTATE GRAN PARTE DELLA REGIONE SARÀ IMMUNIZZATA”

“Se arriveranno come pare decine di milioni di vaccini, nel secondo e terzo semestre, potremmo traguardare l’estate con gran parte della popolazione già vaccinata”. È la speranza del presidente Bonaccini, di fronte al possibile cambio di ritmo della campagna vaccinale anti-Covid. Di vaccini, dice il governatore intervenendo questo pomeriggio in Assemblea legislativa, “ne dovrebbero arrivare parecchi, siamo convinti, pretendiamo che ne arrivino parecchi. Ma carta canta, voglio verificare che sia così”. L’Emilia-Romagna, conferma Bonaccini, è pronta ad assumere il ‘passo’ delle 45.000 vaccinazioni al giorno, cifra che è stata comunicata al commissario straordinario Figliuolo.

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Per quanto riguarda le vaccinazioni degli insegnanti, “rivendico la scelta che abbiamo fatto per primi sui medici di base, può aver rallentato in un primo momento la somministrazione di AstraZeneca, ma poi lo scatto si vede. E confermo che useremo anche i medici delle aziende”. In ogni caso il fatto che le multinazionali del farmaco non rispettino i contratti “è un bel problema e una parziale sconfitta per la Ue. Perché chi firma un contratto deve sapere che il vaccino deve essere un bene pubblico”.

“NON SI DICA CHE SIAMO ARRIVATI TARDI”

“Non si dica che siamo intervenuti tardi o che non ci assumiamo le nostre responsabilità” dice Bonaccini, replicando agli attacchi ricevuti in mattinata soprattutto da Fratelli d’Italia, che col capogruppo in Regione Marco Lisei ha parlato di “fallimento totale” per la gestione, anche dal punto di vista comunicativo, della pandemia in Emilia-Romagna. “È passato un anno e la fatica accumulata è pesante- premette Bonaccini- non avremmo voluto ritrovarci qui dopo un anno, io per primo. Ma siamo in una nuova fase. La variante inglese è preponderante e fa correre i contagi più velocemente di prima. È un virus nuovo e dobbiamo guardarlo per quello che è”. Ma, rivendica il presidente, “non si dica che qui siamo intervenuti tardi, perché se così fosse non avremmo assunto le ordinanze in anticipo sul Governo. E non si dica che non ci assumiamo le nostre responsabilità: le ordinanze le abbiamo fatte qui in base ai dati delle nostre aziende e insieme ai sindaci. Qui siamo abituati così”.

Bonaccini poi rimarca: “Non mi sono mai permesso di criticare le altre Regioni e ho difeso la Lombardia in epoca non sospetta, perché so che fatica è. Al di là delle appartenenze politiche o geografiche”. Il presidente risponde anche alle critiche sulla sua assenza in aula questa mattina per l’informativa sull’emergenza covid, affidata a Donini. “Non può alimentare polemica il fatto che la comunicazione sia stata svolta dall’assessore- rimbrotta Bonaccini- io sono qui per ascoltare e rispondere, come abbiamo sempre fatto. Anzi, ringrazio Donini e con lui tutta la struttura, le aziende e il personale sanitario”.

Ad ogni modo, “è vero- ammette il presidente- dobbiamo rafforzare la comunicazione”. Per questo, annuncia, “anche quest’anno ripeteremo il bando rivolto alle testate giornalistiche per avere un’informazione puntuale legata al Covid, alle misure e alle vaccinazioni. È stato uno strumento snello, rapido e massivo, su cui il giudizio è stato positivo anche da parte delle stesse testate. E ci torneremo”, assicura Bonaccini.

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L’articolo Bonaccini: “Spero che il picco sia vicino, non dormo la notte” proviene da Ragionieri e previdenza.

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