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Artissima 2025, la fiera come processo per creare valore condiviso

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Luigi Fassi: coinvolta tutta Torino, siamo un cuore pulsante

Torino, 17 set. (askanews) – Sono 176 le gallerie, italiane e internazionali, che prenderanno parte alla 32esima edizione di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino, quest’anno intitolata “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”. A dirigerla, per il quarto anno, c’è Luigi Fassi. “La fiera – ha detto ad askanews – da un lato riparte necessariamente da zero perché, essendo innanzitutto un’impresa commerciale, va disegnata e rimessa in opera l’anno successivo. Tuttavia si parte in realtà con un grande capitale. Da un lato il capitale, come dire, immateriale dell’essere la 32esima edizione. Ho già avuto modo di dirlo, Artissima, fa tantissimo scouting. Noi cerchiamo, in maniera scientifica e mirata di viaggiare molto, nel convincimento mio che le gallerie bisogna andarle a trovare a casa loro per capire cosa realmente stanno facendo, quali sono sono le loro urgenze, le loro esigenze”.La fiera torinese, che ha Intesa Sanpaolo come Main Partner, è anche un’occasione per riflettere sullo stato del collezionismo nel nostro Paese, alla luce della riduzione dell’IVA, per esempio, ma anche di una congiuntura che resta complessa. Ma tra gli intenti di Artissima c’è anche quello di ascoltare chi collezione arte contemporanea. “C’è in questo momento, a mio avviso – ha aggiunto Fassi – una spinta crescente da parte del collezionismo a ad avere il sollievo di un mercato dal volto umano, di un mercato borghese, di un mercato che possa affacciarsi su gallerie che condividono questo approccio, un indirizzamento verso un collezionismo borghese che possa comprare con fiducia, con una certa passione culturale, non per investimento, con la possibilità di parlare di arte, di rendere la transazione commerciale un’operazione anche intellettuale”.Un altro degli elementi su cui il direttore insiste è la relazione con le istituzioni della città: musei, fondazioni, soggetti pubblici e privati. Perché Artissima, pur essendo una fiera internazionale, vive nel territorio e vuole essere un elemento di valorizzazione, vuole innescare un processo che va oltre i tre giorni dell’evento all’Oval. “È chiaro – ha concluso Luigi Fassi – che la fiera è Torino, è tutta la città di Torino. Questo è fondamentale. Non c’è Artissima senza le istituzioni della città. Non ci sono istituzioni della città in quella settimana, se non c’è Artissima. Una fiera non può accadere in un territorio in un territorio residuale, in un territorio stanco, in un territorio più o meno desertificato. La fiera è proprio un cuore pulsante che deve deve mettere a regime delle energie che devono essere sul territorio. E questa messa a regime consente poi non solo di valorizzare quello che c’è, ma di attrarre da fuori”. L’appuntamento con Artissima 2025, per mettere alla prova tutte queste idee, è fissato dal 31 ottobre al 2 novembre.

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