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Antonio Pompa-Baldi: Angeli e Demoni

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Gran finale, domani venerdì 24 aprile, alle ore 20, presso il teatro Pier Paolo Pasolini, il festival pianistico ideato da Costantino Catena e organizzato dall’Associazione Gestione Musica di Francesco D’Arcangelo. Chiusura affidata al pianista Antonio Pompa Baldi che ha in programma “Sguardi sulla Divina Commedia” che è un insieme di 25 pezzi, composto da Roberto Piana, la Suite Bergamasque di Claude Debussy e Gaspard de la nuit di Maurice Ravel

Ultimo appuntamento per PianoSalernoForte, il festival pianistico che, si è confermato come uno degli appuntamenti di riferimento dedicati al pianoforte nel panorama musicale nazionale, ideato e diretto dal pianista Costantino Catena e realizzato dall’ Associazione Gestione Musica, presieduta da Francesco D’Arcangelo, grazie al sostegno del Ministero MIC, della Regione Campania, patrocinato del comune di Salerno, in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano e la Yamaha con Santarpino pianoforti quale sponsor tecnico che per questa edizione mette a disposizione un pianoforte da concerto CFX di nuova generazione.

Concerto precedente di grande prestigio con il pianista Francesco Nicolosi e il violoncellista Andrea Noferini, i quali hanno aperto mettendo in luce straordinarie possibilità vocali e una ricerca raffinata di sonorità adatte all’atmosfera martucciana delle Due romanze per violoncello e pianoforte, op. 72.

In particolare, ha controllato nei pianissimi la quantità di armonici, permettendo al suono di espandersi anziché schiacciarsi o svanire, creando così un ambiente pudico e fecondo che ha valorizzato la preziosa voce del violoncello, un prezioso Scarampella del 1909.

Questa attenzione ha consentito di esprimere al meglio il grande catalogo del canto, con l’Adagio con Variazioni di Ottrino Respighi dal tema straordinariamente liquido e misterioso.

Sicuramente, il suono italiano del violoncello di Andrea Noferini si percepisce chiaramente, come ha dimostrato l’esecuzione della Sonata di Francesco Cilea, rivelando tutto l’amore autentico che il violoncellista nutre per il suo strumento.

Un amore espresso attraverso una ricerca instancabile di pesi sonori mirati, soprattutto nel lato strofico, dando vita a un gioco di specchi che si traduce in un memorabile sviluppo linguistico.

Francesco Nicolosi ha donato il celeberrimo Notturno n°1 di Martucci, quasi abbandonandosi al soffio di un’utopia. Questo ha permesso di restituire all’ascoltatore la purezza di tutte le idee del compositore, non solo musicali, ma anche poetiche, leggendarie, quotidiane; insieme alle figure, ai caratteri e alla vita nel suo fluire multiforme, in modo così genuino e autentico, prima dei due bis a sorpresa tra gli applausi.

Concerto di chiusura per questo quarto appuntamento, con i precedenti concerti seguiti da un pubblico eterogeneo e partecipativo quale quello che da anni segue i due organizzatori, previsto per domani, venerdì 24 aprile, al Teatro Pier Paolo Pasolini di Salerno, che alle ore 20, ospiterà il pianista Antonio Pompa-Baldi ha scelto per il suo concerto salernitano di proporre musica ispirata a programmi letterari.

Il concerto verrà aperto da “Sguardi sulla Divina Commedia” che è un insieme di 25 pezzi, composto da Roberto Piana nel 2021, diviso in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Nell’ Inferno, che ascolteremo, il compositore usa un linguaggio armonico violentemente dissonante, in cui vengono inseriti effetti onomatopeici e il rumore. L’incipit presenta la “voce” di Dante.

Piana riprende il tema della Passacaglia e Fuga in do minore di Bach, utilizzandolo in forma retrograda. Di questa opera saranno eseguiti i nove numeri dell’Inferno, ovvero Mosè, Cleopatra, Cerbero, Fortuna, Messo Celeste, Epicuro, Arpie, Penelope e Lucifero. “Inferno” termina con un accordo enigmatico e dissonante di seconde minori, che simboleggia il trionfo sulla difficoltà.

Seguirà la Suite Bergamasque di Claude Debussy, che può essere considerata un omaggio al barocco e alle nostre maschere, visto che la “Bergamasca” è una danza popolare del XVI secolo, della patria di Arlecchino e Brighella. Il titolo deriva dal verso “que vont charmants masques et bergamasques” della poesia di Paul Verlaine “Clair de Lune”.

La Suite Bergamasque è un lavoro ove la rigorosa metrica barocca lascia il campo a un gioco di chiaroscuri: tonalità poco definite e sfumate nei cromatismi e ritmo ingannevole per l’uso continuo del “rubato”.

L’opera è in quattro movimenti: il Preludio, giocoso e vivace, caratterizzato da forti contrasti, si ispira al modello dei preludi barocchi, il Minuetto, vivace e leggero diventa, con i suoi colori armonici, quasi un arabesco.

Il clair de lune contrassegnato come Andante, molto espressivo, schizza un’atmosfera onirica e malinconica, un moonlight. Il Passepied, guarda alla danza bretone, trattata da Debussy con agilità e vivacità, in particolare con la mano sinistra, che suona una linea, quasi continua, di crome. Anche Gaspard de la nuit di Maurice Ravel è musica da vedere.

A ispirarlo sono i poemetti di Aloysius Bertrand, declinati in un compiaciuto gusto del fantasmagorico e del macabro. Ravel ne sceglie tre: Ondine è una creatura fantastica, una ninfa. La scrittura rende udibile l’acqua, fatta di mulinelli, scrosci e sgocciolii. Le gibet è la forca.

Il cadavere di un impiccato dondola fuori dalle mura di una città. Sotto, una campana ripete il suo lugubre rintocco mentre il tramonto infiamma la scena. Scarbo, è un brano energico, con frequenti note ribattute e in crescendo, come il folletto notturno, vispo e dispettoso, che appare e scompare.

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